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Escursionismo / Viaggio
11/02/25
Tata Maud

Tata Maud

La baroudeuse

Articolo aggiornato il : 17/02/25

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Valanghe e scialpinismo : evitare i rischi

Valanghe e scialpinismo : evitare i rischi

Ogni inverno, la montagna diventa il terreno di gioco preferito dagli appassionati di sport outdoor. Ski de randonnée, freeride, raquettes… Se la ricerca della libertà attira sempre più persone fuori dai percorsi segnalati, porta con sé anche un pericolo concreto. 

Durante la stagione 2024, le valanghe hanno causato 85 incidenti in Francia, di cui 16 mortali. Questa stagione, il numero ha già raggiunto 15 incidenti mortali. La montagna è bella, certo, ma non perdona.

Valanghe a catena: numeri che preoccupano

Le statistiche dell’Association Nationale pour l’Étude de la Neige et des Avalanches (ANENA) sono chiare: gli incidenti legati alle valanghe restano un pericolo importante in montagna. Tra ottobre 2023 e settembre 2024, 85 incidenti sono stati registrati in Francia, causando 16 decessi. Se questo numero è inferiore alle medie dei decenni precedenti, ricorda una realtà implacabile: la montagna non risparmia nessuna imprudenza.

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Tendenza al ribasso degli incidenti mortali: una falsa sicurezza?

Da un punto di vista statistico, la stagione 2023-2024 segue una tendenza al ribasso degli incidenti mortali osservata da circa dieci anni. Con una media annuale di 24,1 decessi tra il 2014 e il 2024, si nota una diminuzione rispetto ai decenni precedenti, dove il numero superava i 30 morti all’anno. Un miglioramento dovuto in parte a:

  • Una maggiore sensibilizzazione ai rischi,
  • Un equipaggiamento di sicurezza più performante (DVA, sacchi airbag),
  • Un’efficienza maggiore dei soccorsi grazie alle nuove tecnologie.

Ma questo andamento non deve nascondere un’altra realtà: se il numero totale di decessi diminuisce, il numero di incidenti resta elevato. Questa stagione 2024-2025, l’ANENA ha già registrato 15 incidenti mortali. Il numero sale a 18 dopo i tre nuovi decessi avvenuti nella catena di Belledonne.

Le condizioni meteorologiche variabili e l’aumento del numero di praticanti dello sci fuori pista contribuiscono a mantenere un livello di pericolo significativo.

Un manto nevoso sempre più instabile

Secondo l’Osservatorio della Sicurezza in Montagna, diversi fattori rendono il manto nevoso più fragile:

  • Cadute di neve irregolari, che provocano strati di neve poco coerenti tra loro,
  • Una successione di disgeli e gelate che indebolisce la struttura,
  • Accumuli di neve trasportata dal vento, particolarmente instabili sui versanti esposti.

Di conseguenza, alcune zone diventano altamente sensibili ai distacchi, sia in modo naturale sia per il passaggio di uno sciatore o di un escursionista.

Una frequentazione crescente del fuori pista

Con il crescente entusiasmo per gli sport invernali e la ricerca della libertà in piena natura, sempre più sciatori si allontanano dalle piste segnalate. Tuttavia, solo una bassa percentuale di questi praticanti è realmente formata sui rischi di valanga. Risultato: errori di valutazione che possono rivelarsi fatali.

Tra le principali cause degli incidenti:

  • Valanghe innescate dagli sciatori stessi (fattore principale nel 90 % dei casi),
  • Mancanza di conoscenze sulle condizioni nivologiche,
  • Assenza di materiale di sicurezza adeguato.

Proteggersi dalle valanghe: una preparazione essenziale

Prima di avventurarsi fuori dai sentieri battuti, è fondamentale prepararsi bene allo sci fuori pista, informandosi presso gli organismi competenti.

1. Informarsi prima di partire

Consultare il Bollettino di Stima del Rischio Valanga (BERA) è un riflesso essenziale. Pubblicato da Météo France, indica:

  • Il livello di rischio (da 1 a 5)
  • Le zone sensibili
  • L’evoluzione delle condizioni durante la giornata

Le applicazioni mobili come Iphigénie o Géoportail permettono di visualizzare in tempo reale lo stato del manto nevoso e di pianificare un itinerario più sicuro.

2. Equipaggiarsi correttamente

Il materiale di sicurezza è indispensabile per ogni uscita fuori pista. Il trio DVA - pala - sonda è il minimo vitale:

  • Il DVA (Rilevatore di Vittime di Valanga) permette di emettere e captare un segnale per ritrovare uno sciatore sepolto.
  • La pala e la sonda consentono un rapido disinterramento, essenziale perché l’80 % delle vittime deve essere soccorso in meno di 15 minuti per sopravvivere.
  • Il sacco airbag, che aumenta le probabilità di restare in superficie in caso di valanga.

Secondo l’ANENA, 16 delle 27 vittime totalmente sepolte nel 2024 sono state ritrovate grazie al loro DVA. Alcuni organismi, come il CAF (Club Alpino Francese), propongono regolarmente formazioni sulla nivologia e sull’uso delle attrezzature di sicurezza, gratuitamente.

3. Non trascurare la condizione fisica

Lo sci fuori pista richiede un’ottima resistenza e un rinforzo muscolare adeguato. Una buona preparazione cardiovascolare permette di migliorare la reattività e la resistenza alle condizioni estreme. Una debolezza fisica può trasformare un semplice errore in tragedia.

4. Affidarsi a professionisti

Anche uno sciatore esperto non può competere con l’esperienza di una guida di alta montagna. Questi professionisti sanno:

  • Leggere la neve e anticipare i segni di pericolo
  • Scegliere gli itinerari più sicuri
  • Formare gli sciatori ai giusti riflessi

Secondo la Scuola Nazionale degli Sport di Montagna, l’85 % degli incidenti mortali fuori pista riguarda praticanti non accompagnati.

5. Seguire itinerari sicuri

Per ridurre i rischi, nuovi itinerari sicuri sono ora accessibili tramite il sito Géoportail. Questo servizio, sviluppato dall’Istituto Nazionale dell’Informazione Geografica e Forestale (IGN), propone più di 4 000 percorsi adatti allo sci di alpinismo e alle racchette. I massicci del Monte Bianco, delle Aiguilles Rouges e degli Aravis contano da soli 700 nuovi itinerari segnalati.

Gli altri rischi legati allo sci fuori pista

Anche se le valanghe restano la principale causa di incidenti fuori pista, altri pericoli attendono i praticanti.

L’ipotermia

Le temperature estreme e il vento gelido possono far scendere rapidamente la temperatura corporea. Un equipaggiamento adeguato e indumenti termici adatti sono essenziali.

Le cadute e gli infortuni 

Fratture, distorsioni e traumi cranici sono frequenti nello sci fuori pista. Il uso del casco è indispensabile. In ambienti esposti, la caduta può talvolta essere fatale, soprattutto per gli sciatori poco esperti.

L’esaurimento 

Le lunghe salite e discese su terreno difficile sollecitano intensamente il corpo. Una buona gestione dello sforzo e dell’idratazione è fondamentale.

Sci fuori pista è un’esperienza unica, ma va affrontata con serietà. Ogni inverno, gli incidenti ricordano quanto la natura possa essere imprevedibile. 

Con una buona preparazione, un equipaggiamento adatto e una vigilanza costante, è possibile godersi la montagna in totale sicurezza. Ma una cosa è certa: la montagna non lascia mai spazio all’improvvisazione.

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