L'avete sicuramente già sentita, con la sua vocina che stona e il suo grande sorriso: "Ciao a tutti, sono Lou di Tonton Outdoor!". La nostra community manager adorata, sempre su tutti i fronti: attraverso il vostro schermo, per le strade o agli eventi, mai senza il suo microfono TTO, passa oggi dall'altra parte della telecamera per rispondere alle nostre domande e condividere con noi la sua più grande esperienza sportiva finora: la sua prima maratona!
Ciao Lou, grazie per il tempo che dedichi alle nostre domande. Come stai?
Ciao, è un grande piacere, grazie! Sto benissimo. Del resto da Tonton l'atmosfera è al massimo!
Iniziamo con una domanda molto generale: diresti che la corsa è "il tuo sport"?
Ehm, adesso sì. Per tanto tempo ti avrei risposto la danza. Poi ho provato diversi sport, soprattutto badminton e surf. Ma la corsa è diventata il mio sport preferito col tempo.
Da quando hai iniziato a correre?
Difficile dirlo... Ho cominciato, poi ho smesso per riprendere e fermarmi di nuovo. Tutto è partito con l'atletica al college, ho corso con l'UNSS per 3 anni. Al liceo ho lasciato tutto per privilegiare la danza, poi ho ripreso l'atletica all'università con l'associazione sportiva della facoltà per 3 anni. Dopo quel periodo ho fatto di nuovo una pausa e mi ci sono rimessa durante il Covid. Era, come per molti, una via di fuga. Correvo intorno a casa. Poi ho continuato, fino al mio arrivo da Tonton Outdoor e mi sono buttata nel mondo delle gare ufficiali.
Perché l'obiettivo della maratona?
Allora, per la piccola curiosità, l'anno scorso ho partecipato alla maratona di Parigi nell'ambito del lavoro, quindi con i colori di Tonton Outdoor per un'attivazione con Asics. L'evento è caduto il 7 aprile. Io sono nata il 6 aprile. Di anno in anno le date restano più o meno le stesse, quindi tenevo a parteciparvi per il simbolismo: correre una maratona il giorno del mio trentesimo compleanno. Insomma, la data è stata spostata di una settimana alla fine (ride) ma ho comunque mantenuto questo obiettivo, che mi sembrava una bella sfida e una montagna da scalare!
E per prepararti a scalare questa montagna, cosa hai messo in atto?
Ho fatto alcune gare preparatorie ufficiali: un 10 km e una mezza maratona. Questo mi ha dato anche dei PB (ride): 10 km = 47 min, mezza = 1h46, e quindi la maratona = 3h48. Ma oltre a questo sono stata molto rigorosa nel seguire il mio piano di allenamento per 3 mesi.
Qual era il tuo piano di allenamento?
Ho affidato a un'app la creazione di un programma con 4 uscite a settimana, in base al mio livello, ai miei tempi di riferimento, alle mie ambizioni ecc. Mi è sembrato del tutto adatto per prepararmi. Del resto non mi sono assolutamente stancata della preparazione, cosa che temevo. L'ho vissuta benissimo e ho saltato solo 2-3 sessioni in 3 mesi. Le sessioni erano varie, tra frazionato lungo, frazionato corto e sessioni di endurance.
Hai fatto altro per prepararti, come ad esempio rinforzo muscolare?
Sì, un po'. Tipo una sessione a settimana forse. O meglio una sessione ogni due settimane (ride). Onestamente sono stata più rigorosa sulle sessioni di corsa che su quelle di rinforzo muscolare.
Come immaginavi il giorno della gara?
All'inizio era un'avventura solitaria che alla fine si è trasformata in un'avventura a due perché un'amica è riuscita a ottenere un pettorale. Lei aveva già corso una maratona quindi aveva l'esperienza che a me mancava. È stato molto bello e più conviviale perché siamo partite insieme per Parigi, abbiamo ritirato il pettorale e ci siamo preparate insieme. Abbiamo anche condiviso una piccola lacrima sulla linea di partenza. Grazie a lei penso di aver affrontato la prova con meno stress e più leggerezza.
Parliamo di nutrizione sportiva, cosa hai mangiato prima e durante la gara?
Prima della gara ho fatto una colazione da atleta: un uovo fritto, pane raffermo e burro. Non sono assolutamente un esempio da seguire (ride). Anche durante la gara del resto, perché sono partita con delle gaufres Naak (risate). Gaufres su una maratona, non male eh? Avevo anche delle gomme TA e dei gel Baouw, che andavano bene durante gli allenamenti.
E quali attrezzature hai indossato quel giorno speciale?
Ai piedi avevo le Superblast di Asics e ho scelto delle calze a cinque dita Uyn. Avevo paura di avere vesciche e invece sono davvero super efficaci! Per l'abbigliamento indossavo lo short Metarun Asics e anche una maglietta Asics. Portavo un reggiseno sportivo Patagonia, l'unico che mi evita le bruciature. Altrimenti avevo una cintura Compressport per non fermarmi al rifornimento fino al 30° chilometro. Poi il mio ragazzo mi ha raggiunto e ha gestito il mio rifornimento in diretta fino al 39°!
Qual era la tua apprensione più grande?
Avere voglia di andare in bagno! Davvero, ero stressatissima! Era il mio incubo. Ci ho pensato per tre settimane. Più paura che altro alla fine!
Entriamo nel vivo della tua gara: com'è andata?
Francamente molto bene. La partenza è stata con Marielle, la mia amica, poi molto presto abbiamo seguito ognuna il proprio ritmo. All'inizio non sono partita troppo veloce, su consiglio di amici e colleghi e per esperienza sulla mezza. Quindi sono stata prudente. È stato bellissimo, con un'atmosfera pazzesca fin dal via.
La fine invece è stata più difficile. Non credo di aver avuto il famoso "muro del 30°" in senso stretto ma a livello muscolare ho sofferto dal 35°. E poi, all'ultima salita nel Bois de Boulogne, ho avuto una piccola crisi d'ansia, ventilavo forte e sono un po' andata nel panico. Il mio ragazzo era lì, è riuscito a tranquillizzarmi e a farmi ripartire. Per fortuna perché ero così vicina all'arrivo!
E il passaggio sulla linea d'arrivo?
Beh, pensavo di provare più emozioni! Alla fine ero felice e sollevata ma non così commossa. Però ero davvero contenta e orgogliosa di me! Del resto ho ballato sull'ultimo rettilineo prima di passare sotto l'arco. Niente sentimentalismo ma una grande dose di gioia!
Com'è stato il recupero dopo la maratona?
Il cocktail: calze di recupero CEP e riposo. Avevo una gran voglia di riprendere a correre una settimana dopo, ma ho spinto il riposo fino a due settimane, come è ampiamente consigliato. E alla fine non me ne pento, il mio corpo me ne è grato oggi.
Se dovessi descrivere la maratona in una parola?
Disciplina. Disciplina nell'allenamento. Disciplina durante la gara, per non bruciare le tappe. Disciplina dopo, durante il recupero. Sì davvero, la disciplina.
Hai voglia di rifarne una o di farne di più? In che stato d'animo sei dopo l'evento?
Sì, ho voglia di rifarne una. Pensavo davvero che sarebbe servita a segnare il passaggio dei miei trent'anni. Per spuntare la casella insomma. Ma alla fine è stata un'esperienza fantastica e ho voglia di riviverla. Però so che cercherò soprattutto l'atmosfera.
Hai un consiglio da dare a chi non ha ancora fatto il passo e vuole partecipare alla regina delle distanze della corsa?
Consiglio davvero di non lanciarsi a capofitto iscrivendosi d'impulso. Informarsi sulla distanza, immergersi in testimonianze e ascoltare podcast per proiettarsi. Penso che ci sia una proiezione importante nell'esercizio. E poi testare diverse nutrizioni in anticipo, per trovare bene la propria formula (cosa che io non ho fatto con abbastanza assiduità). Infine, ovviamente, anche se oggi la maratona può sembrare facilmente accessibile con i social, la comunicazione ecc., bisogna allenarsi. Resta un mostro dello sport ed è importante per viverla bene e per vivere bene anche il dopo.
Una piccola parola per chiudere questa intervista?
Tornando alla nozione di orgoglio, sono orgogliosa di me, ovviamente. Ma la persona più orgogliosa di me è mia mamma, che nonostante la sua assenza fisica il giorno della gara mi ha regalato un quadro con il percorso della mia gara, la distanza e il mio tempo. Niente di più toccante!
Grazie mille Lou, per aver dedicato il tempo a rispondere alle nostre domande e condividere questa bella esperienza con tutta onestà e con il sorriso sempre! Se ne volete ancora di più, scoprite l'esperienza di Tata Maud sul suo primo semi-marathon sul nostro blog!